Trofie saporite

Ricetta speedy semplice e saporita. Pochi ingredienti, quelli da “frigo-dispensa” che mettono d’accordo tutti. Una delle cose che un genovese ama sono le trofie, perchè sono come gli spaghetti…e la confezione di trofie, d’emergenza, in freezer, c’è sempre. Almeno noi a casa ce l’abbiamo sempre e quest’abitudine ci piace. Poi la cipolla, le olive verdi dolci (io adoro le verdi di Cerignola), le acciughe sott’olio e infine il pesto di pistacchio, solo olio e pistacchio tritato.

Ingredienti (dosi per 4pp)

Trofie (500 gr circa)

1 cipolla dorata

8-10 olive verdi dolci

4-5 acciughe sott’olio

4 cucchiai di pistacchio tritato finemente

olio evo qb

sale qb

In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata.

Nel frattempo in una padella versate 3 cucchiai di olio evo e aggiungete la cipolla tagliata finemente; accendete il fuoco e fate soffriggere, aggiungete le acciughe e fatele sciogliere. Tritate con un coltello le olive denocciolate e mettetele in padella. Fate soffriggere appena e abbassate il fuoco. Amalgamate il pistacchio con qualche cucchaio di olio per formare appunto un pesto.

Lessate le trofie, scolatele e tenete da parte un po’ d’acqua di cottura . Amalgamate le trofie in padella e aggiungete infine il pesto di pistacchio amalgamando e aiutandovi con qualche cucchiaio di acqua di cottura per mantenere la pasta morbida e non troppo asciutta.

Impiattate e servite.


L’abbinamento di Ludovico Paganelli

Saliamo le pendici dell’Etna alla ricerca dei preziosi vigneti del Grande Vulcano, a Passopisciaro. Un vino fresco e leggero come l’Etna Rosato della Cantina Girolamo Russo, Nerello Mascalese in purezza, bilancerà ottimamente l’acciuga grazie alla sapidità e al retrogusto fruttato che imprime al palato.


L’appetitosa mediterranea

Fresca e veloce, ingredienti semplici e una cena veloce. 

Ingredienti (dosi per 4pp)

Filetti di tonno sott’olio

250gr fusilli

succo e scorza di limone

2 manciate abbondanti di foglie di basilico

1 manciata di mandorle

1 manciata di uvetta

olio extra vergine di oliva

sale

Con un mixer tritate il basilico precedentemente lavato e asciugato e le mandorle con una parte di scorza di limone grattugiata, il succo di limone, un pizzico di sale e due cucchiai di olio evo. Ottenete un pesto abbastanza fine e mettete da parte. 

Ammorbidite l’uvetta in acqua tiepida e nel frattempo in una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata; lessate i fusilli.

In una ciotola mettete i filetti di tonno scolati dall’olio, la scorza di limone grattugiata e i fusilli scolati. Sminuzzate con un coltello l’uvetta che avrete strizzato e aggiungetela alla pasta con il pesto di basilico e mandorle. Aggiungete un filo di olio evo e amalgamate tutto; fate riposare mezz’ora e prima di servire guarnite con l’ultima parte di scorza di limone e foglie intere di basilico.

Spaghetti con alici (travestite da sarde)

Dal mio tour settembrino in Sicilia, al palato riaffiora il ricordo delle busiate con le sarde. Dato che ricordo non può rimanere, si provvede con quello che ho trovato, ottime alici, alla faccia del ripiego!

Replico a modo mio il classico “pasta con le sarde”, a parole c’è poco da aggiungere, quindi passiamo direttamente alla ricetta.

Ingredienti (dosi per 4pp)

spaghetti (circa 80gr a testa)

500gr di alici

2-3 acciughe salate o sott’olio

5-6 ciuffi di finocchio selvatico

1 manciata di mandorle

1 manciata di pinoli

2 manciate abbondanti di uvetta sultanina

1 spicchio d’aglio

1/2 cipolla

sale

olio extra vergine di oliva

Pulite le alici, apritele e rimuovete la lisca centrale. Fate questa operazione con delicatezza per non romperle, ripassatele sotto l’acqua corrente e disponetele su un piatto. Utilizzate un panno di carta per asciugare l’acqua in eccesso.

In una padella versate 1/2 dito di olio evo, fate scaldare e fate rosolare bene le alici da entrambe le parti. Dovranno risultare ben dorate. Toglietele dalla padella e tenetele in caldo.

Nel frattempo immergete l’uvetta in acqua tiepida per farla rinvenire e mettete sul fuoco un padellino con pane grattuggiato e qualche goccia di olio evo.

In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata. Immergetevi il finocchietto e fate cuocere qualche minuto, il tempo di farlo ammorbidire. Aiutandovi con un mestolo scolatelo e fate un trito di finocchietto, aglio e cipolla.

Nella padella dove avete rosolato le alici versate un filo di olio evo, sciogliete le acciughe sott’olio e aggiungete il trito (finocchietto-aglio-cipolla), fate soffriggere e aggiungete l’uvetta e i pinoli. Rallentate il soffritto con qualche cucchiaio d’acqua di cottura del finocchietto e mantenete la salsa morbida; assaggiate, aggiustate di sale se necessario e abbassate il fuoco. Lessate gli spaghetti e completate la mantecatura direttamente nella padella aggiungendo parte delle alici rosolate.

Nel frattempo tritate le mandorle finemente con un coltello.

Completata la mantecatura, servite gli spaghetti guarnendoli con le alici, le mandorle e il pane tostato. Godetevi questa bontà assoluta.

Macco di fave

Piatto antico, siculo, povero, nutriente e gustoso. Spiegandolo a un genovese lo si può lontanamente paragonare a un minestrone, se prevede l’aggiunta di una pasta corta e rustica. Sí perché il macco può essere preparato in varie versioni, quella base dove si presenta come una purea di fave, la parola ha proprio origine dal verbo ammaccare; a questa purea in forma più liquida può essere aggiunta una pasta da far risottare o altrimenti – ottimo come aperitivo o antipasto – la purea va fatta raffreddare, poi tagliata, impanata e fritta. Assolutamente da provare!

La ricetta originale va preparata con fave secche, io, da una consegna a domicilio di fave freschissime, ne ho tenute da parte un cestino con l’idea di preparare un macco da fare in seguito, e così ho fatto. Le fave ancora fresche le ho rimosse dal baccello, raccolte in una ciotola, e non ho rimosso la pellicina dai semi data la piccola-media grandezza.

Ingredienti (dosi per 4 pp)

200 gr di semi freschi di fave

1 cipolla

2 cucchiai di salsa di pomodoro

4 manciate abbondanti di bricchetti o pasta corta tipo ditali rigati o scuccuzzu

olio extra vergine di oliva

parmigiano reggiano

sale

pepe

In una pentola versate 3 cucchiai di olio evo e la cipolla tagliata finemente, fate soffriggere leggermente e aggiungete le fave. Fate cuocere qualche minuto, aggiungete la salsa di pomodoro e poi coprite con acqua fino al doppio del volume. Raggiungete l’ebollizione e da questo momento mescolate abbastanza spesso e cuocete a fuoco basso per almeno 45minuti. Se necessario aggiungete altra acqua bollente.

Salate e assaggiate. La consistenza della fava dovrà essere a questo punto morbida. Spegnete il fuoco e con un frullino a immersione frullate gran parte delle fave lasciandone qualcuna intera. Rimettete sul fuoco, aggiungete un bicchiere d’acqua se la consistenza è troppo densa e aggiungete la pasta. Cuocete a fuoco bassissimo rimestando spesso affinchè non si attacchi sul fondo. Se necessario aggiungete qualche cucchiaio di acqua bollente. Il macco sarà pronto a fine cottura della pasta. Aggiustate di sale e aggiungete una grattata di pepe.

Servite con un filo di olio evo e parmigiano reggiano grattuggiato.

Il macco avanzato, se lasciato raffreddare, si solidifica, si taglia a bastoncini e si frigge a mo'di polenta. Eccezionale in tutti i modi.  

Tagliatelle al ragu’ di grongo

Grongo in tranci, freschissimo, cena per 4 e la base per il primo ce l’ho. Mi bastano la barba di un finocchio, qualche cucchiaio di passata di pomodoro e una manciata di olive taggiasche.

Ingredienti (dosi per 4pp)

4 tranci di grongo (circa 6 etti)

barba di finocchio

olive taggiasche

passata di pomodoro

1 spicchio d’aglio

qualche foglia di prezzemolo

sale

olio extra vergine di oliva

Lavate bene i tranci di grongo. In una padella mettete mezzo dito d’acqua e disponete i tranci. Fate cuocere con un coperchio a fuoco basso circa 5 minuti. Questa operazione vi aiuterà nella pulizia del pesce. Eliminate la pelle, sfilettate la polpa intorno all’osso centrale e rimuovete le spine. Ottenuti i bocconcini di pesce rimetteteli in padella con lo spicchio d’aglio, le foglie di prezzemolo ben tritate e un filo di olio evo. Fate cuocere qualche minuto e aggiungete 4 cucchiai di passata di pomodoro e qualche ciuffo di barba di finocchio (qui quantità a vostro piacimento, ma conservatene qualche ciuffetto per la guarnizione del piatto). Aggiustate di sale e fate cuocere circa 8-10 minuti a fuoco basso aggiungendo se necessario qualche cucchiaio d’acqua.

Su una piccola teglia rivestita con carta da forno disponete le olive taggiasche e infornate in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Le olive dovranno seccare ma non del tutto. Tirate fuori dal forno e tritate per ottenere una consistenza farinosa ma leggermente umida.

Lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele tenendo da parte l’acqua di cottura e condite con il sugo di grongo. Se necessario ammorbidite con qualche cucchiaio d’acqua.

Completate il piatto con ciuffi di barba di finocchio e olive taggiasche tritate.

Calamarata gratinata in cocotte

Se c’è una cosa che adoro sono le ricette in cocotte. Una portata, una monoporzione, quasi in miniatura.

Ingredienti semplici e cotture non elaborate rendono questo piatto leggero, ma gustoso e scenico allo stesso tempo. Mi accompagna l’intuizione per l’accostamento dei sapori ma qui gioco facile, verdura e pesce sono sempre un ottimo punto di partenza.

Sulla base un velo di vellutata di zucca (preparata il giorno prima per cena), una calamarata ripiena di broccoli, un filetto di trota salmonata e una spolverata di parmigiano. Tutto cotto, vi spiego come, va in forno a gratinare e il gioco è fatto.

  • Difficoltà: MEDIA
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 1h e 50 minuti

Ingredienti (dosi per 4 pp)

1 filetto di trota media

1 broccoletto

calamarata trafilata al bronzo (circa 30pezzi, 8 per porzione)

vellutata di zucca (250gr di zucca, 1 patata piccola, 1 cipollotto, 1 carota, sale). Prendete spunto da questa ricetta ricetta per vellutata

erbe aromatiche (timo e maggiorana)

sale

pepe

olio evo

parmigiano reggiano

Preparate la vellutata, anche il giorno prima, mettendo in una pentola la zucca e la patata tagliate a pezzi, il cipollotto, la carota e il sale; coprite abbondantemente con acqua e portate a ebollizione, quindi fate cuocere circa 40 minuti. Se utilizzate una pentola a pressione riducete la cottura di un quarto d’ora. Frullate e tenete da parte.

In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata. Lavate e tagliate a ciuffetti il broccoletto. Immergete in acqua bollente e fate cuocere per circa 10min. Scolate i ciuffetti, sminuzzate il tutto e condite con sale, pepe e olio. Nella stessa pentola, continuate a mantenere il bollore e lessate la calamarata, al dente. Scolate la pasta e posizionate sulla pentola un cestello per la cottura a vapore. Disponete il filetto di trota nel cestello, aggiungete timo e maggiorana e coprite con un coperchio. Fate cuocere 5minuti. Togliete dal fuococ e condite con sale e olio.

Componete ogni cocotte mettendo sulla base un velo di vellutata di zucca, disponete la calamarata in posizione verticale e riempite con broccoli e trota sminuzzata grossolanamente. Aggiungete qualche goccia di vellutata e coprite con parmigiano grattuggiato. In forno preriscaldato a 180° per 8-10 minuti; fate riposare 5minuti prima di servire.

Servite le cocotte con un coperchio, se possibile, per l’effetto sorpresa…

Lasagne alla zucca e seppie

Lo studio sulle ricette è cosa approfondita. Giungo al risultato finale dopo prove e riprove ma poi ci sono quei momenti in cui mi viene l’idea, all’improvviso, e senza pensarci troppo metto in atto quello che mi suggerisce la mente…

Organizzo una cena, amici storici, saremo in 10 e tre quarti. Di base mi organizzo su un menù che preveda leggerezza per mamma in allattamento. Menù di pesce e per il mio primo piatto utilizzo la zucca. Al banco del pesce trovo le seppie, enormi. Ne compro due e siamo sui due chiletti abbondanti. Si va a casa e si pensa alla preparazione.

Questa ricetta è ottima per il Natale e le amate feste.

  • Difficoltà: DIFFICILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 2h

Ingredienti (per 10 persone)

Per le lasagne fatte in casa ricetta qui

1,5 kg di zucca

2 kg di seppie

Besciamella ricetta qui con raddoppio dosi

parmigiano reggiano

4 cucchiai di passata di pomodoro

aglio

marsala

olio extra vergine di oliva

sale

Preparate le lasagne e la besciamella seguendo le ricette proposte nei link agli ingredienti. Per comodità potete utilizzare delle sfoglie già pronte che trovate da un pastificio o al supermercato.

Tagliate la zucca a pezzettoni e togliete la buccia. Disponete i pezzettoni su una teglia e infornate a 170 gradi per circa 1 ora. Lasciate raffreddare e frullate fino ad ottenere una purea. Salate e mettete da parte.

Pulite le seppie e rimuovete la pelle. Passatele bene sotto l’acqua corrente per eliminare residui del nero. Tagliatelle a listarelle grossolane e i tentacoli a pezzetti. In una casseruola mettete uno spicchio d’aglio e 4 cucchiai di olio evo. Fate scaldare bene e aggiungete le seppie. Appena comincia la cottura sfumate con marsala e fate cuocere qualche minuto. Aggiungete la passata di pomodoro e mezzo bicchiere d’acqua. Amalgamate e coprite con un coperchio. Fate cuocere per 40 minuti a fuoco basso. Le seppie dovranno risultare molto tenere. Assaggiate e salate.

Predisponete il tutto per la preparazione delle lasagne. Cominciate con un po’ di besciamella sulla base/lasagne/purea di zucca/seppie/besciamella/parmigiano/filo d’olio evo e così via per un altro strato. Queste porzioni sono adatte per due teglie di lasagne.

Infornate a 200° per 30 minuti. Lasciate riposare per un quarto d’ora e servite.

Spaghetti alla bottarga di tonno rosso e pomodorini ciliegino secchi di Pachino

Io che torno dalla Sicilia con una scorta di prodotti tipici che non vedo l’ora di utilizzare in cucina…

Dalle antiche tonnare echeggia un’atmosfera carica di storia, fascino e crudeltà allo stesso tempo. Ma è la storia che fa parte del patrimonio enogastronomico di questa terra da amare. Una tradizione ormai incatenata con l’introduzione di leggi che limitano la tecnica di pesca legata alle tonnare. La passeggiata all’interno del baglio della tonnara di Scopello fa venire la pelle d’oca. La guida ripercorre le fasi della mattanza quasi come un rito. Riti destinati a estinguersi dietro alle beghe politiche per proteggere e salvaguardare una specie ittica altrimenti in estinzione. La rabbia nasce quando sono altre civiltà in acque internazionali che abbracciano il nostro mare che procedono senza scrupoli a pratiche altrettanto sanguinarie sotto i nostri occhi. Ma la salvaguardia non riguarda il mondo intero? 

Con un bel pezzo di bottarga di tonno rosso, un classico, gli spaghetti. Oggi però diversa dal solito, aggiungo qualche pomodorino ciliegino secco per arricchire ulteriormente il piatto. Ci riesco e ce lo gustiamo per bene.

Ingredienti (dosi per 2pp)

SpaghettiX2

Una manciata di pomodorini ciliegino secchi di Pachino

Bottarga di tonno rosso

Olio extra vergine di oliva

Origano

Sale

In una padella versate 2 fili di olio evo. Con un coltello tagliate i pomodorini secchi finemente e aggiungeteli alla padella con un cucchiaino di origano. 

In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua, poco salata! Lessate gli spaghetti fino a 3-4 minuti “dalla fine cottura”. 

Nel frattempo accendete il fuoco sotto la padella a fiamma bassa. L’olio deve insaporirsi senza bruciare gli ingredienti. Raccogliete gli spaghetti dalla pentola e passateli nella padella, aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura e fate cuocere a fuoco vivo. Quasi alla fine, quando il liquido sul fondo non è completamente evaporato cominciate a grattuggiare la bottarga direttamente sugli spaghetti in discreta quantità. Non siate parsimoniosi! Mantecate per 10 – 15 secondi, spegnete il fuoco e servite con un’ultima grattata per guarnire.