Granola

Capita anche a voi di trovarvi al supermercato, davanti alle confezioni di queste pepite ricche di cereali, frutta secca con le scaglie di cioccolato in mezzo o frutta e di avere voglia di aprire la confezione davanti a tutti?? Ogni volta che vedo queste confezioni mi viene voglia di preparare una granola tutta home-made, e così ho fatto.

La granola precisamente è una miscela di cereali arricchita con frutta secca, e qui l’ho preparata con l’ingrediente del mese scelto da AILI, gli arachidi. Comprati sgusciati e non tostati, me li sono tostati da sola e da questo momento ho dovuto accelerare con la preparazione prima che diventassero l’accompagnamento davanti a una partita….

  • Difficoltà: FACILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 40minuti

Ingredienti

120 gr di arachidi tostati non salati

100 gr di mandorle

100 gr di uvetta

100 gr di avena

100 ml di acqua

2 cucchiai di miele

2 cucchiai di olio di semi

10 cucchiai di latte di cocco

1 cucchiaio di zucchero

un pizzico di sale

Se avete comprato gli arachidi già tostati meglio, altrimenti tostateli voi: dopo averli sgusciati metteteli su una teglia rivestita con carta da forno e infornate in forno preriscaldato a 175° per 5minuti. Controllateli, se preferite una tostatura intensa aggiungete ancora 2-3 minuti. Lasciate il forno acceso ma abbassate la temperatura a 170°.

Fate raffreddare qualche minuto gli arachidi e nel frattempo mettete a bagno in acqua tiepida l’uvetta.

Tritate le mandorle e gli arachidi insieme e grossolanamente, senza ridurli in polvere. In una padella portate leggermente a ebollizione l’acqua con l’olio, il miele, lo zucchero, un pizzico di sale e solo 4 cucchiai di latte di cocco. Emulsionate bene e fate cuocere 5minuti; aggiungete le mandorle e gli arachidi tritati, l’avena e infine l’uvetta strizzata e tritata con un coltello. Amalgamate bene, aggiungete gli altri 6 cucchiai di latte di cocco e continuate ad amalgamare. Distribuite tutto il mix su una teglia rivestita con carta da forno livellando la superficie. Infornate e cuocete per 25-30 minuti, fino a quando la granola si sarà colorita e ben asciugata. Spegnete il forno e lasciate raffreddare fuori dal forno. Una volta fredda spezzetatela in modo da ottenere delle pepite una tira l’altra.

La granola non è un alimento molto dolce, ma potete dosare questo aspetto con l’aggiunta di altro miele e/o zucchero. E’ sicuramente molto energetico, e oltre che a colazione, è da considerare come spezza-fame a merenda. Io me lo porto anche in ufficio, prima o dopo il caffè a metà mattina. Potete arricchirlo con tutta la frutta secca che volete, o sostituire la frutta che io ho utilizzato con altra frutta che voi preferite. Versatile e buona in tanti modi.

Zuppa inglese di Bologna

Un’amica guardando un programma me ne ha parlato. Stavano preparando una ricetta antica, la zuppa inglese di Bologna, ma la ricetta non era completa. Mi ha fatto venire l’acquolina in bocca per una settimana. E’ uno di quei dolci che non ho mai preparato, ma come ho fatto!!!!!! Ho consultato il mio ricettario di fiducia by Gualtiero Marchesi e ho riprodotto tale e quale la ricetta, apportando qualche modifica riguardo al tipo di latte e alla quantità di savoiardi per adattarli allo stampo utilizzato. Ricetta pazzesca, figura pazzesca!

  • Difficoltà: MEDIA
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 45minuti + 12h di riposo

Ingredienti (dosi per 6pp)

250 gr di savoiardi

750ml di latte di mandorla non zuccherato

50gr di farina tipo “00”

100gr di zucchero

35gr di cacao amaro in polvere

4 tuorli d’uovo

Mezzo bicchiere di rum

Mezzo bicchiere di alchermes

Per decorare: Panna montata senza lattosio e ciliege candite.

Foderate con un foglio d’alluminio uno stampo rotondo tipo zuccotto a pareti lisce della capacità di un litro. Mettete sul fuoco basso un pentolino con il latte di mandorla, tenendone però da parte mezzo bicchiere.

In una ciotola sbattete quattro tuorli d’uovo con 75 gr di zucchero e la farina e ottenete una crema liscia. In un’altra casseruola versate il restante zucchero e il cacao; mescolate bene, versate qualche cucchiaio di latte freddo e ponete il recipiente sul fuoco a distanza di 20cm dalla fiamma. Continuate a mescolare fino a far sciogliere il cacao e ottenendo un’altra crema liscia. Unite alla crema di uova il latte freddo rimasto, e sempre mescolando, aggiungete tutto il latte bollente. Quando gli ingredienti saranno bene amalgamati versate nuovamente nel pentolino e portate a ebollizione sempre mescolando; una volta giunto a bollore fate cuocere 2 minuti e spegnete il fuoco.

Versate metà crema in una terrina e aggiungete all’altra metà il cacao, in modo da ottenere una crema pasticciera e una al cioccolato. Fate raffreddare leggermente.

A parte in una ciotola versate quattro cucchiai d’acqua, il rum e l’alchermes; disponete una parte di savoiardi su un piatto, pennellate leggermente il composto sui savoiardi e foderate il fondo e le pareti dello stampo.

Versate sui savoiardi tutta la crema d’uovo, copritela con un altro strato di savoiardi, che avrete inzuppato leggermente con il composto di liquori e versate sul tutto la crema al cacao; sovrapponete un altro strato di savoiardi e inzuppate leggermente.

Coprite il recipiente con un foglio d’alluminio e mettetelo in frigorifero per 12 ore. Al momento di servire capovolgete il dolce su un piatto da portata e decorate con panna montata e ciliege candite.

IL GRANDE RICETTARIO di Gualtiero Marchesi

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L’abbinamento di Ludovico Paganelli

Scegliere un vino da accompagnare alla zuppa inglese può apparire un esercizio difficile, specie per la presenza di altri due liquori come il rum e l’alchermes. Sebbene questi possano sembrare gli antagonisti naturali del vino, anche questo complesso dolce al cucchiaio richiama il principio della concordanza. Pertanto andremo a scegliere un’etichetta altrettanto complessa come il Picolit, straordinario passito friulano che nulla ha da invidiare ai più blasonati Sauternes d’Oltralpe.


Crostini toscani

Dal mio ultimo viaggio nella Maremma toscana mi sono portata un bagaglio di esperienze culinarie molto interessanti, poi mettiamoci il relax alle terme e il catapultarsi nel Medioevo girando per i piccoli e suggestivi borghi antichi della Maremma e il rilassamento me lo sono assicurato… almeno per qualche settimana…

Quello che potevo riprodurre una volta rientrata a casa non poteva che essere l’aspetto mangereccio e ho cominciato con una cena tipicamente toscana. Come “entrèe” un buon piatto di salumi maremmani e i famosi crostini toscani ai fegatini, che purtroppo in Maremma non ho potuto mangiare mezza volta causa intolleranza… ma questa è un’altra storia… Dovevo assolutamente rimediare.

  • Difficoltà: FACILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 1h

Ingredienti (dosi per 6pp)

300 gr di fegatini di pollo

1 carota

1 costa di sedano

1 cipolla

1 spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino (bianco preferibilmente)

2 filetti di acciughe

Una manciatina di capperi

1/2 tazza di brodo di carne

sale

pepe

olio qb

pane toscano o pane rustico

Tagliate finemente la carota, il sedano, la cipolla e l’aglio con un coltello oppure con un mixer. Mettete in una padella con qualche filo d’olio evo e fate soffriggere qualche minuto senza far bruciare le verdure.

Aggiungete alla padella i fegatini di pollo che avrete nel frattempo tagliato a pezzettini; fate rosolare e sfumate con del vino bianco. Versate il brodo di carne e fate cuocere per mezz’oretta con un coperchio. Quando il liquido di cottura sarà evaporato, spegnete il fuoco e mettete i fegatini in un mixer con i capperi dissalati e i filetti di acciughe, aggiungete sale, pepe e olio evo. Frullate e ottenete un patè.

A questo punto tostate il pane. E’ preferibile il noto pane toscano, in mancanza di questo potete utilizzare un pane rustico, anche di semola. Componete i crostini e servite.

L’abbinamento, vista l’occasione, un ottimo Morellino di Scansano localeCantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano

Di ricette ne ho trovate, ma ho preso spunto per ingredienti, modalità di preparazione, semplicità e casareccitudine dalla ricetta di Vinainofiorenza Per le esigenze dettate dall’intolleranza ho dovuto eliminare il burro….credo mi possa perdonare… Ricetta ottima!

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Spezzatino di pollo con cipolla di Tropea e capperi

  • Difficoltà: FACILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 40 minuti

Ingredienti (dosi per 4pp)

700 gr spezzatino di pollo

1 cipolla di Tropea

2 cucchiaiate di capperi

4 cucchiai di passata di pomodoro

un dito di aceto di mele

farina qb

sale

olio extra vergine di oliva

acqua

Impanate nella farina i pezzi di pollo.

In una padella versate qualche filo d’olio evo, fate scaldare bene e disponete i pezzi di pollo. Rosolate bene ogni pezzo su tutti i lati; versate l’aceto di mele e fate evaporare.

Aggiungete la salsa di pomodoro, la cipolla che avrete nel frattempo tritato finemente e i capperi dissalati e sminuzzati grossolanamente con un coltello. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua, coprite con un coperchio e fate cuocere a fiamma bassa per 25-30 minuti.

Controllate ogni tanto e aggiustate di sale. Cuocete fino a quando la salsina si sarà rappresa e diventata ormai una cremina. Spegnete il fuoco e fate riposare qualche minuto prima di servire.


L’abbinamento di Ludovico Paganelli

Il pollo non può essere da meno, perché come la maggior parte delle vivande, anche lui ci guadagna se lo si accompagna a un vino che ne valorizzi l’aroma e il sapore. E in questo piatto è un tripudio per entrambi: l’etichetta da scegliere dovrà pertanto saperne reggere la struttura. È il caso del Colli Orientali Friulano de Le Vigne di Zamò, un grande bianco dall’ottimo corpo ed eccellente struttura.


Una domenica…

Nuova sezione di questo blog saranno proprio i menu.

Uno spunto per aiutare a mettere insieme qualche idea e organizzarsi.

Intanto una carrellata riguardo a una domenica, appena rientrata dalle ferie e con un carico di verdure! Ho deciso di chiamare questa carrellata CLOROFILLA POWER proprio per la prevalenza di questo elemento nei piatti qui sotto. E poi ci fa tanto bene… Stay tuned!

Partendo dall’alto a sinistra

Piatto n.1 – Frittata di cime di cipollotti, ricetta qui

Piatto n.2 – Gnocchi al pesto

Ricetta pesto alla genovese al mortaio qui

Ricetta per gnocchi qui

Piatto n.3 – Pizza con zucchine e pesto

Ingredienti (per una lacca da forno)

100gr di farina manitoba tipo 0

200gr di farina di farro bianco

2 cucchiaiate abbondanti di lievito madre

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

4gr di sale grosso

200ml di acqua

olio evo per il tempo di riposo della pasta e preparazione pre-forno

3 zucchine chiare

mezza cipolla di Tropea o un cipollotto

parmigiano reggiano grattugiato

sale

pepe

olio evo

In una planetaria mettete le due farine, il lievito madre e l’acqua e cominciate ad amalgamare; appena l’acqua si sarà assorbita aggiungete il sale e l’olio evo e continuate ad amalgamare fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Prendete una ciotola che vi servirà per far riposare la pasta e cospargetela con olio evo. Mettete la vostra pallina al centro, coprite con pellicola e un panno di cotone e lasciate riposare almeno 12ore.

Stendete la pasta sottile su una teglia rivestita con carta da forno, aggiungete olio in superficie e con le dita spargetelo dal centro fino al bordo. Coprite e lasciate riposare un quarto d’ora. 

Mondate e passate sotto l’acqua le zucchine. Con un pelapatate o una mandolina ottenete delle fettine sottili nel verso della lunghezza. Tagliate finemente la cipolla e distribuitela su metà della pasta, aggiungete le zucchine, sale e pepe. Sull’altra metà della pizza distribuite il pesto genovese e cospargete tutta la pizza con parmigiano reggiano grattugiato e un filo di olio evo. Infornate in forno ben caldo a 200° e fate cuocere per 20-25 minuti. Spegnete il forno e lasciate riposare qualche minuto prima di servire.

Arrosto di maiale all’uva

L’uva, buona e succosa in pieno periodo estivo e a settembre? Mi fa subito pensare alla vendemmia. Così pensando agli acini d’uva schiacciati mi viene in mente una salsa di accompagnamento, poi mi viene in mente un contrasto, poi qualcosa di salato e poi la carne di maiale – che con la frutta è davvero sublime -. Penso a come creare qualcosa di interessante e dalla semplicità di un arrosto arrivo alla stessa semplicità di farlo ripieno, e ora vedrete come…

  • Difficoltà: FACILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 20min + 1h e 10minuti di cottura + 20minuti di riposo

Ingredienti (dosi per 6pp)

1,2 kg di lonza di maiale

1 pezzo di salsiccia semplice – non condita – (lungo quanto la vostra lonza)

2 cucchiai di uvetta

2 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato

2 fettine di lardo

una decina di foglie di salvia

800 gr di uva (bianca e rossa – la rossa era senza semi)

una cipolla di Tropea media

una birra leggera e chiara da 55ml (io ho usato la Moretti filtrata a freddo #noadv)

sale

olio extra vergine di oliva

Dal vostro macellaio di fiducia fatevi tagliare un bel pezzo di lonza; create una tasca da una parte aperta e dall’altra chiusa per non far uscire il ripieno. Per tagliare la dose giusta di salsiccia per il ripieno, inseritela all’interno della tasca e tagliate a filo. Considerate che dovrete togliere il budello alla salsiccia e condirla ulteriormente, perciò non abbondate con la quantità.

Tasca e ripieno

In una ciotola mettete la salsiccia privata del budello e aggiungete l’uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida, il parmigiano reggiano, il lardo e la salvia sminuzzati. Amalgamate bene la farcia e riempite la tasca della lonza pressando delicatemente. Non avete bisogno di legare l’arrosto.

In un tegame capiente versate 3 cucchiai d’olio evo e fate scaldare bene; salate la lonza e disponetela nel tegame; mantenendo la fiamma media, rosolate bene tutti i lati. Preparatevi nel frattempo la cipolla di Tropea sminuzzata e gli acini d’uva lavati sotto l’acqua corrente.

A fiamma alta versate sull’arrosto solo un terzo della birra, fate sfumare e poi aggiungete la restante. Aggiungete la cipolla e gli acini d’uva e portate i liquidi di cottura al bollore. Abbassate la fiamma, coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 30 minuti. Togliete il coperchio e con un cucchiaio o l’utensile per schiacciare le patate schiacciate gli acini d’uva nella pentola; non coprite più con il coperchio, ma alzate leggermente il fuoco e fate cuocere altri 30 minuti; comunque fino a quando il fondo di cottura si sarà leggermente addensato. Vedrete che saliranno in superficie i semi dell’uva bianca, se riuscite una parte prelevateli con un cucchiaio, come se doveste schiumare il brodo. Assaggiate e aggiustate di sale se necessario e spegnete il fuoco.

A questo punto dovrete avere un fondo con l’uva che ormai avrà perso consistenza, ma sarà l’ingrediente principale per gustare questo arrosto. Fate riposare la carne per 20 minuti e poi tagliate l’arrosto a fette. Il ripieno composto colpisce gli occhi e il gusto agrodolce è molto delicato e piacevole.


L’abbinamento di Ludovico Paganelli

Pur cucinato nella birra, in questo arrosto di maiale prevale il contrasto tra il dolce dell’uva e l’untuosità del ripieno. In pieno periodo di vendemmia, un buona bollicina in grado di ripulire il palato dopo ogni boccone è l’accostamento migliore per esaltarne le percezioni gustative. Il Trento DOC Altemasi Graal Riserva, grazie alla sua complessità e al notevole corpo, è l’etichetta più indicata per gustare al meglio il piatto.


Clafoutis con fichi e mandorle

  • Difficoltà: FACILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 15minuti + 25minuti di cottura + 1h e 30minuti di riposo

Ingredienti (dosi per 6pp)

8-10 fichi maturi

60gr di mandorle

3 uova

80gr di zucchero

100gr di farina “tipo 00”

250ml di latte di mandorla non zuccherato

1 pizzico di sale

Semi di una bacca di vaniglia

50ml di marsala

Olio di semi qb per ungere le cocotte

Zucchero di canna per il fondo delle cocotte

Lavorate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un impasto chiaro e spumoso.

Inglobate piano piano la farina setacciata, aggiungete poi il sale e i semi della bacca di vaniglia, amalgamate il tutto dal basso verso l’alto. Aggiungete infine il latte e il marsala e amalgamate.

Ungete ciascuna cocotte con qualche goccia di olio di semi e aggiungete un cucchiaino di zucchero di canna spargendolo sul fondo e sui bordi; disponete i fichi sbucciati e aperti sulla base delle cocotte – considerate circa un fico e mezzo per cocotte – . Tritate le mandorle e aggiungetene uno strato sopra i fichi.

Versate l’impasto tendendovi a un cm dal bordo della cocotte; concludete con un altro strato di mandorle tritate e infornate in forno preriscaldato a 200° per 25minuti circa, comunque quando la superficie si sarà leggermente colorata.

Spegnete il forno, lasciate raffreddare e conservate in frigorifero per almeno 1 ora.

La monoporzione è ottima da gestire, specialmente in compagnia, elegante e moderna allo stesso tempo.


L’abbinamento di Ludovico Paganelli

Una preparazione a base di fichi, il cui abbinamento richiama il principio della concordanza. La piacevole percezione della mandorla sul finale, unita alla dolcezza del frutto, vuole in abbinamento un passito di Pantelleria. Nel nostro caso la scelta cadrà sul Nun della Cantina Miceli, che grazie ai 12 mesi di affinamento in barrique rievoca al palato dolci note ammandorlate.


Pizza Enkir 100%

Conosco l’utilizzo di questa farina a un corso magnifico con Fulvio Marino. Mi avventuro nella preparazione di una pizza base 100% Enkir. Un risultato eccezionale: croccante, molto digeribile e saporita.

Ingredienti (dosi per una teglia di pizza)

Per la base

500gr di farina Enkir

350gr di acqua fredda

2 cucchiai di lievito madre

8 gr di sale

20 gr di olio extra vergine di oliva

Per la farcitura

500gr di funghi champignons

un grappolo di pomodori piccadilly

1 porro

parmigiano reggiano qb

olio extra vergine di oliva qb

sale

Preparate l’impasto amalgamando in una terrina capiente la farina con il lievito madre e l’acqua. Quando gli ingredienti si saranno amalgamati aggiungete il sale e poco a poco l’olio evo. Continuate a impastare fino a quando avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo. Mettete in una ciotola capiente che avrete precedentemente unto con olio evo e coprite con una pellicola e un panno. Mettete da parte e fate lievitare per 6-7 ore.

Prendete in seguito l’impasto e stendetelo su una leccarda da forno rivestita con carta da forno. Corspargete la superficie con olio evo e lasciate lievitare un’altra mezz’oretta.

Nel frattempo mondate e tagliate il porro a rondelline e passatelo sotto l’acqua. In una padella aggiungete un filo d’olio evo e aggiungete il porro. Accendete il fuoco e fate soffriggere 1-2 minuti; aggiungete i funghi champignons che avrete precedentemente pulito, tagliato a lamelle e passato sotto l’acqua (se comprati già tagliati e pronti un passaggio sotto l’acqua meglio comunque farlo). Salate e fate cuocere fino a quando l’acqua di vegetazione sarà completamente evaporata. Spegnete il fuoco. Lavate e tagliate i pomodori a pezzettini.

Farcite la pizza cominciando dai funghi champignons con il porro e distribuiteli su tutta la base della pizza, passate poi ai pomodori e completate con una spolverata di parmigiano reggiano e olio evo. Infornate in forno preriscaldato a 200° per almeno 25 minuti. Controllate la croccantezza del bordo con una forchetta e se necessario cuocete altri 5 minuti.

Tirate fuori dal forno e divoratela tiepida…