Baccala’ in agrodolce

Risfogliando un libro di ricette liguri in cerca di ispirazioni, una ricetta a base di baccalà cattura la mia attenzione e mi metto all’opera. Accostato all’agrodolce, mi viene già l’acquolina… L’utilizzo dell’agrodolce mi fa pensare più a un’abitudine siciliana che ligure, ma funziona benissimo!

  • Difficoltà: FACILE
  • Tempi di preparazione (preparazioni e cotture): 20 minuti

Ingredienti (dosi per 4pp)

1kg di baccalà bagnato

2 spicchi d’aglio

4 ciuffetti di rosmarino

4 cucchiai di passata di pomodoro

due dita di aceto di mele

2 cucchiai di miele

1 manciata di pinoli

1 manciata di uva sultanina

sale

olio evo

Tenete a bagno in acqua fredda il baccalà fino alla preparazione. Tritate il rosmarino, gli spicchi d’aglio e mettete in una padella con 3 cucchiai di olio evo. Accendete il fuoco e fate soffriggere appena senza far bruciare. Rimuovete la pelle del baccalà, tagliate il filetto di baccalà a pezzi non grossi e aggiungetelo alla padella.

Fate cuocere rigirando di tanto in tanto ciascun pezzo e nel frattempo in una tazza versate la passata di pomodoro, l’aceto di mele e il miele; mescolate bene e versate il tutto nella padella. Aggiungete i pinoli e l’uva sultanina e fate cuocere fino a far rapprendere il sugo leggermente senza rigirare il baccalà che potrebbe sfaldarsi. Aggiustate di sale se necessario e con il miele se vi sembra troppo acidulo.

Servite come secondo in un piatto fondo oppure in ciotoline da zuppa. Ottimo anche come antipasto, ma in quantità ridotte. Eccezionale, semplice e da gran figurone!


L’abbinamento di Ludovico Paganelli

Il gusto contrastante dell’agrodolce non sempre è di facile abbinamento. Qui, tuttavia, ci aiuta molto la presenza del baccalà, la cui carne molto saporita ben si presta alla cottura in umido. Risulterà ideale per questo piatto la scelta di un vino effervescente di buona struttura e corpo, fresco di acidità e bouquet ricco di aromi di frutta secca. È il caso del Trentodoc Dosaggio Zero della Cantina Letrari. L’assenza totale di zucchero in questo Metodo Classico, andrà a compensare al meglio la percezione dolce della ricetta.


Olive condite

Dalla mia toccata e fuga in Sicilia secondo voi potevo rientrare senza beni di prima necessità? Macchè! Ho riempito per bene il mio bagaglio a mano e tra le scorte anche un sacchetto di olive siciliane, verdi, verdissime, al naturale da preparare alla siciliana appunto.

Si procede schiacciando le olive con un batticarne, un colpo deciso, ma non violento per non rompere il nòcciolo; dopo un lavaggio sotto l’acqua corrente, dovrete considerare circa 15gg da dedicare alle vostre olive: una volta al giorno scolare e rimettere in ammollo in acqua e sale e ripetere questa operazione fino a quando, assaggiando l’oliva, non si sentirà più la parte amara.

Saremo pronti per condire le olive con:

Ingredienti

1 cuore di sedano

1 spicchio d’aglio tritato e 1 spicchio in camicia

2 cucchiai di aceto bianco o di mele

olio extra vergine di oliva qb

prezzemolo qb

origano qb

peperoncino (facoltativo)

Tagliate a rondelle il sedano, sminuzzatene le foglie, tritate lo spicchio d’aglio e il prezzemolo. Dopo l’ultima scolatura mettete le olive in una terrina capiente e aggiungete tutti gli ingredienti. Amalgamate bene, coprite con un piatto e fate riposare in frigo qualche ora.

Potete consumare le olive subito oppure metterle in una boccia sterilizzata, ricoprirle di olio evo e conservarle per antipasti e aperitivi sfiziosi.

Spaghetti con alici (travestite da sarde)

Dal mio tour settembrino in Sicilia, al palato riaffiora il ricordo delle busiate con le sarde. Dato che ricordo non può rimanere, si provvede con quello che ho trovato, ottime alici, alla faccia del ripiego!

Replico a modo mio il classico “pasta con le sarde”, a parole c’è poco da aggiungere, quindi passiamo direttamente alla ricetta.

Ingredienti (dosi per 4pp)

spaghetti (circa 80gr a testa)

500gr di alici

2-3 acciughe salate o sott’olio

5-6 ciuffi di finocchio selvatico

1 manciata di mandorle

1 manciata di pinoli

2 manciate abbondanti di uvetta sultanina

1 spicchio d’aglio

1/2 cipolla

sale

olio extra vergine di oliva

Pulite le alici, apritele e rimuovete la lisca centrale. Fate questa operazione con delicatezza per non romperle, ripassatele sotto l’acqua corrente e disponetele su un piatto. Utilizzate un panno di carta per asciugare l’acqua in eccesso.

In una padella versate 1/2 dito di olio evo, fate scaldare e fate rosolare bene le alici da entrambe le parti. Dovranno risultare ben dorate. Toglietele dalla padella e tenetele in caldo.

Nel frattempo immergete l’uvetta in acqua tiepida per farla rinvenire e mettete sul fuoco un padellino con pane grattuggiato e qualche goccia di olio evo.

In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata. Immergetevi il finocchietto e fate cuocere qualche minuto, il tempo di farlo ammorbidire. Aiutandovi con un mestolo scolatelo e fate un trito di finocchietto, aglio e cipolla.

Nella padella dove avete rosolato le alici versate un filo di olio evo, sciogliete le acciughe sott’olio e aggiungete il trito (finocchietto-aglio-cipolla), fate soffriggere e aggiungete l’uvetta e i pinoli. Rallentate il soffritto con qualche cucchiaio d’acqua di cottura del finocchietto e mantenete la salsa morbida; assaggiate, aggiustate di sale se necessario e abbassate il fuoco. Lessate gli spaghetti e completate la mantecatura direttamente nella padella aggiungendo parte delle alici rosolate.

Nel frattempo tritate le mandorle finemente con un coltello.

Completata la mantecatura, servite gli spaghetti guarnendoli con le alici, le mandorle e il pane tostato. Godetevi questa bontà assoluta.